In quel momento Nadia entrò nella camera da letto e al contario di quando era uscita per andare in bagno, non aveva addosso nulla.
Era splendida.Era semplicemente un elogio alla perfezione, un insulto a Venere e a tutti i miti femminili dei romanzi rosa.
Le sue forme erano lisce, senza imperfezioni e senza dubbi.
Spalancai gl'occhi come se non avessi mai visto nulla di simile e subito dopo li chiusi come se stessi guardando il sole.Non mi sentivo degno di questa bellezza, così non feci nulla e rimasi seduto sul letto.
La sentii avvicinarsi lentamente a me, percorrendo quella stanza d'albergo che da qualche tempo posso chiamare "casa", facendosi sempre più vicina.Qualche secondo che sembrò interminabile e fu davanti a me: solo in quel momento, aprendo gl'occhi, vidi il suo sguardo e ne rimasi sconvolto.Non lasciava trasparire emozioni e sensazioni, di ghiaccio oserei dire.Per quanto mi ricordassi, lei non aveva mai lasciato intendere nulla dei suoi sentimenti per me, o per meglio dire, era abbastanza incoerente con quello che diceva nel giorno dopo il notro usuale appuntamento al Cafè des Artistes per bere qualcosa in compagnia l'uno dell'altra.E come tutte quelle sere, il suo sguardo era paragonabile ai suoi sentimenti: indecifrabile.
Nel momento in cui mi prese le spalle e cominciò a spogliarmi con le sue mani da gatta, mi dimenticai tutto.Era semplicemente ciò che avevo sempre desiderato.
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2 commenti:
Che scrivi da dio lo sai, ma te lo ripeto. Mi hai fatto ricordare un libro che amo particolarmente..
un bacio
perchè tu non mi credi mai, e allora vai quel paese...però sappi che è bellissimo...ti voglio bene...
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