martedì 13 ottobre 2009

Racconti - "8. Mani, film e sogni."

"Era una sera strana.
La stanza era buia, nessuno dei due sapeva esattamente dov'era l'altro. L'unico contatto fra di loro erano le mani strette, giunte, come quelle di due innamorati o come quelle di due fratelli.
Il film andava avanti da un po' (se vi state chiedendo quale film stessero guardando, non era nient'altro che "Casablanca") e nessuno dei due accennava a voler mollare quella presa.
Si muovevano solo per accendersi una sigaretta, o bere quel poco di latte e menta rimasto nei loro bicchieri.
Pervade la certezza in me, che a nessuno dei due interessasse il film. Entrambi si godevano il momento, quella situazione creata li per li, da una decisione presa qualche ora prima su due piedi.
Si conoscevano, si volevano bene.
Ridevano insieme.

Mai il nostro personaggio maschile scorderà quella sera, mai si dimenticherà quella mano nella sua."





Questo è per te se mai lo leggerai. Per dirti ancora una volta, nonostante l'inutilità, quanto mi dispiace, e quanto io voglia tornare a ridere e a vederci come facevamo solo io e te. Brubru.

Nessun commento: